<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-17103112</id><updated>2011-12-02T15:06:38.411-08:00</updated><title type='text'>A Punk Cabaret Paper</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://punkcabaret.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17103112/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://punkcabaret.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>MaxRob</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06174664790212436813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://1.bp.blogspot.com/_1LtOzo3kLx0/S-79ylHa0-I/AAAAAAAAAAM/jxb4YS7F8O0/S220/angryface.JPG'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>21</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17103112.post-116631550945805814</id><published>2006-12-16T16:29:00.000-08:00</published><updated>2006-12-16T16:32:47.923-08:00</updated><title type='text'>Intervista ai Dresden Dolls - Milano 1 Giugno</title><content type='html'>trascrizione dell'intervista realizzata con Brian Viglione e Amanda Palmer il 1° Giugno 2006 a Milano in occasione dell'unica data italiana del tour per Yes Virginia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G: Siete tornati per la seconda volta in Europa e questa sarà una delle ultime date prima di tornare negli Stati Uniti per il tour con i Panic! at the Disco. Vorrei chiedervi l'impressione che avete avuto dal pubblico europeo, rispetto a quello americano con cui vi confrontate più spesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;B: Fantastico, questo tour ci sta dimostrando quando sia forte il supporto della gente qui. Abbiamo fatto qualche data memorabile in Inghilterra all'inizio di questo tour, poi Francia, Germania, Austria e così via... ci supportate in un modo incredibile, ci riscalda questa accoglienza. Ce ne siamo accorti dalla prima volta che abbiamo suonato, la gente era entusiasta e ci ha rassicurato su tutto quello che ci aspettava, incredibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G: Recentemente a Berlino sono state esposte delle istallazioni basate sulle foto realizzate da un'artista tedesco alla vostra band, l'hai menzionato anche tu Amanda sul web. Mi ha fatto tornare a mente i tuoi trascorsi di gioventù in Europa e in particolare in Germania, il tuo successivo lavoro con lo Shadowbox Collective come artista di strada, la famosa Eight Foot Bride di Boston.&lt;br /&gt;La cultura europea ha un forte radicamento storico nella nostra società e i suoi segni sono presenti nella musica dei Dolls, la tua esperienza tedesca ha trasformato il tuo modo di fare arte o era già ben definito quando sei arrivata qui?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A: E' veramente una domanda interessante. Penso che la cosa più importante sia non il fatto che io sia venuta qui in Europa e che abbia sentito la sua musica, che io ne sia stata influenzata. Più che altro sono stata influenzata personalmente dall'esperienza di abbandonare casa, una vita comoda e per la prima volta nella vita mi sono sentita spaesata.&lt;br /&gt;Dovevo prendermi totalmente cura di me, trovare un appartamento, crearmi una nuova vita e superare la barriera linguistica. Quello fu sicuramente l'anno in cui divenni una persona pienamente indipendente, senza alcun vincolo, è stato un punto di svolta della mia vita.&lt;br /&gt;Non ho creato niente quando ero in Germania, ho deliberatamente evitato di far arrivare un pianoforte nel mio appartamento, in quel periodo ho cominciato a essere depressa e ad avere nostalgia di casa, le cose stavano cambiando.&lt;br /&gt;Non ho trovato le amicizie che mi aspettavo, ho cominciato a perdere terreno, era tempo di tornare, di riappropriarmi della mia vita, quella che avevo abbandonato.&lt;br /&gt;Ma è buffo perchè non ho più avuto la possibilità di confrontarmi più la cultura tedesca ed europea in America, è lo stesso paradosso che stare in tour: vedo un sacco di cose ma dal vetro del pullmann. Sono spesso stanchissima e i pochi giorni liberi l'unica cosa che mi sento di fare è dormire e non mi va di andarmene in giro.&lt;br /&gt;Imparo più sulla cultura europea quando sono a casa, mi siedo con una tazza di tè e leggo. Odio cose da turisti tipo"sedetevi sull'autobus, ehi guardate quei castelli, svelti" no assolutamente.&lt;br /&gt;Mi fa venire in mente un detto celebre, dice una cosa come "l'uomo più saggio al mondo può imparare molte più cose stando seduto nella sua camera che andando in giro per il mondo".&lt;br /&gt;Certo, è importante come ti approcci, c'è così tanto da sapere e imparare, devi stabilire qual'è il tuo modo di assorbire tutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G: Le parole nelle tue canzoni. L'importanza di criticare, un modo di porsi che non è molto comune al giorno d'oggi, di denunciare o semplicemente mostrare la realtà per com'è. Yes Virginia continua una tendenza che è comune anche al primo album, che include tra le altre una canzone molto enigmatica: Half Jack.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A: Di che parla Half Jack? E' molto semplice. E' interessante ascoltare la gente che ne parla, più scavi e più alla fine diventa chiaro. E' triste, l'ho scritta quando avevo vent'anni, ero alle prese con un conflitto interiore sul non conoscere effettivamente mio padre. Non è un rapporto totalmente negativo, non lo percepivo come irrangiungibile, imperscrutabile, lui non mi ha cresciuta semplicemente.&lt;br /&gt;I miei genitori divorziarono che avevo appena un anno, tutti quelli che hanno avuto i genitori separati arrivano ad un punto nella vita in cui si chiedono quanto di loro sia presente nella loro vita, perchè ti hanno generato e tu sei biologicamente legato a loro.&lt;br /&gt;Attorno ai venti ho cominciato ad affrontare questa domanda, mi sentivo cresciuta abbastanza come persona, vivevo da sola e ho analizzato i miei atteggiamenti.&lt;br /&gt;Ho iniziato a chiedermi da chi provenivano e sicuramente appartenevano a mia madre perchè è difficile dire che cosa provenisse da mio padre.&lt;br /&gt;Questo ha dato vita alla canzone, il fatto che mio padre non ci fosse stato a prendersi le sue responsabilità, il fatto che lui mi abbia dato la vita.&lt;br /&gt;Ho letto un libro scritto da un ragazzo adottato e il problema era lo stesso, non sapere da dove si viene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G: E' una di quelle canzoni che ti fanno venire la pelle d'oca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A: Oh, è solo come tutte le altre canzoni di Amanda Palmer, ci sono interpretazioni e tendenze a spiegare i riferimenti sulla frustrazione, sul ruolo di doverti definire per forza con esattezza. E' difficile quando la gente ti forza dall'esterno dicendoti chi sei, da dove vieni e cosa dovresti essere o diventare. Una parte di te si ribella ma è come la gente ti percepisce, e quindi la domanda è: dove sta la verità? è interessante...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;AND. Dresden Dolls non era un album per tutti, richiede un ascolto solitario e un umore disposto per l'introspezione. Penso che Yes Virginia sia per un pubblico più popolare, questa tendenza ad aprirvi ad un pubblico più vasto sembra confermata dalla scelta di andare in tour con i Panic at the Disco, qualcuno dei vecchi fans sembra non apprezzare. Cosa vi ha portato alla decisione e vi siete pentiti?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A: Certamente non ce ne pentiamo. Penso che siamo una band in crescita e che siamo forzati a prendere un certo tipo di decisioni, ma non sai mai qual'è quella giusta. La scelta di andare in tour con i Panic ha un semplice ragione: raggiungere una porzione di pubblico superiore e ho fiducia nella nostra musica, fino a che non faremo compromessi sul modo in cui la facciamo va tutto bene, le scelte che facciamo per raggiungere il pubblico invece sono sempre passibili di critiche.&lt;br /&gt;Ci siamo detti che andava bene, e so che saremo soddisfatti di questo tour, probabilmente ci sentiremo pronti ad andare in tour con Britney Spears dopo... forse... credo [ride].&lt;br /&gt;Non devi pensare a che tipo di pubblico è, se facciamo quello che sappiamo fare [guarda Brian], se suoniamo esclusivamente per quel pubblico, se qualcuno di loro entrerà in contatto con noi e la nostra musica e uscirà pensando "mi voglio prendere il loro cd" allora ce l'avremo fatta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;AND: Pensate che la vostra musica sia cambiata e che quindi sia cambiato il modo in cui la promuovete?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A: No. B: No.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A: Il fatto che il secondo album suoni più commerciale è falso, la maggior parte delle canzoni sono state scritte in contemporanea o addirittura precedentemento al primo disco. E' solo una questione di scelte, anche dei produttori, abbiamo scelto dei produttori più "rock" del primo.&lt;br /&gt;Non è che sono venuti da noi a dirci "ehi fate un disco commerciale".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;AND: Quindi, che cosa sarà la vostra musica nel futuro?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A: Non ne ho assolutamente idea! Ricordo che quando abbiamo finito il primo album ed era stato appena pubblicato mi dissi: "penso di sapere già quali canzoni metterei nel secondo". E se mi guardo indietro posso dire che ci ho preso quasi su tutte. Posso dire la stessa cosa per il terzo perchè ho ancora diverse canzoni scritte tempo fa che non sono ancora state registrate.&lt;br /&gt;Penso che se avessimo un pò di tempo lontano dal tour scriveremmo qualche pezzo nuovo e Brian ed io avremmo almeno 15 vecchie canzoni che vorremmo vedere incise in un disco dei Dresden Dolls. Ma chi lo sa, non posso dirtelo esattamente, magari per questo ci vorranno ancora altri 3 anni...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;AND: Ci sarà una canzone cantata da Brian?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;B: Sì, e sarà suonata col Sitar e la Tuba.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17103112-116631550945805814?l=punkcabaret.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://punkcabaret.blogspot.com/feeds/116631550945805814/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17103112&amp;postID=116631550945805814' title='8 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17103112/posts/default/116631550945805814'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17103112/posts/default/116631550945805814'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://punkcabaret.blogspot.com/2006/12/intervista-ai-dresden-dolls-milano-1.html' title='Intervista ai Dresden Dolls - Milano 1 Giugno'/><author><name>MaxRob</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06174664790212436813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://1.bp.blogspot.com/_1LtOzo3kLx0/S-79ylHa0-I/AAAAAAAAAAM/jxb4YS7F8O0/S220/angryface.JPG'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17103112.post-116065206024914203</id><published>2006-10-12T04:20:00.000-07:00</published><updated>2006-10-12T04:21:00.266-07:00</updated><title type='text'>Articolo Milano 1° Giugno</title><content type='html'>Milano è una città da Boulevard senza possederne alcuno, una mancata capitale europea, con un adeguata periferia europea entro cui l'anonimato e il cemento rappresentano il primo l'incognito, il secondo metropoli.&lt;br /&gt;Sotto a un cielo perennemente offuscato dai fumi delle tendenze più nuove che assassinano quelle più vecchie per prenderne il posto, in un turbine di crimini da camerino, perfettamente allineati a quelli del marciapiede, sono passati due anonimi personaggi, capolino destinato a non essere nemmeno ricordato nell'olimpo degli eventi milanesi, data una sala deserta a cui abbiamo assistito alquanto allibiti, da una stampa lontano da ogni evento senza profitto e dividendi.&lt;br /&gt;Il Rolling Stone è un tana incastonata in un pomeriggio che promette pioggia del 1° Giugno 2006, inutile descrivere un tempio obbligato al passaggio di pesi mosca e pesi medio welter della musica, con tutto il pubblico, voi, che avete solcato decine di volte quell'ingresso furtivo che sembra incarnare la vergogna di chi entra in un peep-show.&lt;br /&gt;All'ingresso una delle tante stanghe salariate per dispensare cortesia in una ambiente in cui la cortesia è in omaggio dopo il primo drink ci traghetta a mò di Caronte dall'ingresso al "secondo livello", parola che suscita una certa inquietudine negli occhi del sottoscritto, di Francesco eletto cameraman e Andrea che mi accompagnava con una delle migliori faccie di bronzo verso l'intervista. Il "secondo livello" si rivela poi essere nient'altro che il secondo piano di una struttura metallica ricavata al di sopra dell'ingresso.&lt;br /&gt;La stanga si congeda con un sorriso - tanto per cambiare - e ci troviamo nel "salotto" interviste del Rolling Stone, il campo di battaglia dove erano appena passati Rock TV e un giornalista di Repubblica per la pagina di Milano. Amanda compare nature, così come qualsiasi altro si sarebbe presentato dopo 8 ore di viaggio da Vienna e diverse altre di interviste con domande sempre tutte uguali, no trucco (eccetto per le sopracciglia dipinte come al solito), no pettine, no ceretta, per dirla in breve: no milano. Brian Viglione a ruota, con un bavero da motociclista e un'aria leggermente meno assonnata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[spazio riservato all'intervista]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbandonato il "livello due" e tornati tra gli esseri umani senza pass, fuori dal locale comincia a generarsi quell'aria tipica di un pre-concerto dei Dolls, pubblico a parte sempre abbastanza al di sopra delle righe, la brigade di due simpatiche olandesi e due altrettanto bravi italiani comincia la vestizione mentre fuori un venditore ambulante di magliette tarocche finisce per prendersi con Emily White - che cura come sempre il tour - quando quest'ultima si profonde in un sermone pubblico in cui invitava i fan a comprare le originali e supportare ecomicamente la band (nonostante ciò, c'è da dire che anche il venditore ambulante - provvisto di autorizzazione - ci campa con la vendita delle magliette).&lt;br /&gt;Nel piccolo Rolling Stone inzia attorno alle 19.30 la performance delle due coppie di artisti, posti ai due lati del cerchio destinato a raccogliere il migliaio di persone che lentamente confluiranno.&lt;br /&gt;Si tratta di una performance di marionette umane, manovrate abilmente da due postazioni a balconcino e scandite da alcuni brani musicali.&lt;br /&gt;Intermezzo di Amanda Palmer che, mischiata tra il pubblico (e dai più non riconosciuta in prima battuta), si mette a far foto e filmati ad uso personale.&lt;br /&gt;Si crea, durante la distribuzione un piccolo raduno di appassionati e lettori legati alla fanzine,  in cui un misero e non meglio identificato inviato della stampa cerca di estorcere informazioni per il suo articolo.&lt;br /&gt;Ad aprire la serata è Thomas Truax, newyorkese solista e decisamente sufficiente con la sua unica presenza e le sue invenzioni a intrattenere per delle ore qualsiasi pubblico. Superata la diffidenza iniziale, suscitata dall'incognita dell'artista sconosciuto, Truax si esibisce in alcuni dei suoi pezzi supportati da strumenti musicali di sua invenzione: l'Hornicator - fusione tra la tromba, la chitarra e il pedale delle percussioni - e la Sister Drumster, una sorta di marchingegno che funge da batteria attraverso una serie di ingranaggi, pezzi di latta e rulli.&lt;br /&gt;Truax esegue una nota, la campiona con un micro sintetizzatore e la ripete all'infinito costruendo così il motivo di base su cui suona canzoni come My friends on the Internet e altre grottesche caricature dell'umanità.&lt;br /&gt;Pubblico in delirio quando abbandona il palco e comincia a correre, senza microfono e amplificazione da un punto all'altro dell'auditorium ripetendo ad ogni sua pausa il ritornello della canzone.&lt;br /&gt;Truax lascia il palco, un incaricato del Rolling Stone annuncia che i Dresden Dolls vogliono ringraziare il pubblico presente e che sono onorati potersi esibire in Italia davanti ai loro appassionati. Un ringraziamento che solitamente fanno in prima persona, in inglese.&lt;br /&gt;I due entrano improvvisamente scagliando sul pubblico delle viole e attaccano immediatamente con una cover dei And you Will Know us by the Trail of Death - Will you Smile Again che lascierà spazio alle canzoni più note da Coin Operated Boy, Missed Me, Girl Anachronism, Backstabber fino anche a qualche sorpresa come Shores of California, non certo tra le loro migliori composizioni. Fuori dalla scaletta rimangono clamorosamente l'ultimo singolo "Sing", per scelta antimediatica della band stessa e Dirty Business, canzone che avrebbe meritato ma anch'essa destinata alle radio negli Stati Uniti.&lt;br /&gt;La cover in lingua viene rimpiazzata da Je ne veux pas travailler di Edith Piaf, in mancanza del tempo necessario al duo di preparare una canzone italiana (o forse in mancanza di una che si adeguasse al loro stile).&lt;br /&gt;Il pubblico si rivela più vivace del previsto, qualcuno ingaggia qualche battuta con Amanda che non si tira indietro e risponde, scherza e provoca il pubblico a più riprese.&lt;br /&gt;Il concerto è chiuso da un siparietto su Good Day che richiede l'utilizzo della chitarra. Brian ci aveva confessato nel pomeriggio che la chitarra si era rotta e non sarebbe stata utilizzata. Amanda attacca le prime note ma Brian voltandosi per prendere la chitarra va nel panico. Amanda attacca più volte, i due vanno fuori tempo, poi entra un'addetto che gli consegna la chitarra proprio quando l'introduzione che la richiedeva stava finendo, Brian si sbraccia, sbraita ma stavolta tenendo il tempo perfettamente impugnando le bacchette. Una delle tante magre figure che i Dolls si divertono a spacciare come contrattempi di scena ma che fanno parte del loro repertorio al pari delle canzoni.&lt;br /&gt;L'auditorium si svuota a ridosso della mezzanotte, i due compaiono nell'atrio a firmare qualsiasi cosa (come ironicamente ha scritto Amanda "dalle vostre Bibbie alle vostre mutande") e a parlare con il pubblico presente. Solo l'intervento delle body guard in puro stile milanese ha staccato i due dal loro pubblico che spinto a forza ha lasciato il locale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17103112-116065206024914203?l=punkcabaret.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://punkcabaret.blogspot.com/feeds/116065206024914203/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17103112&amp;postID=116065206024914203' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17103112/posts/default/116065206024914203'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17103112/posts/default/116065206024914203'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://punkcabaret.blogspot.com/2006/10/articolo-milano-1-giugno.html' title='Articolo Milano 1° Giugno'/><author><name>MaxRob</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06174664790212436813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://1.bp.blogspot.com/_1LtOzo3kLx0/S-79ylHa0-I/AAAAAAAAAAM/jxb4YS7F8O0/S220/angryface.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17103112.post-115840725238326169</id><published>2006-09-16T04:47:00.000-07:00</published><updated>2006-09-16T04:47:32.443-07:00</updated><title type='text'>Bozza Articolo per numero di settembre (?)</title><content type='html'>Vorrei qualche consiglio o suggerimento per questo articolo, inoltre se anche voi pubblicaste i vostri... il tempo inizia a stringere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Österreichischen Konzerten&lt;br /&gt;I Dresden Dolls sono giunti a Milano lo scorso primo giugno per l'unica data italiana (le cui recensioni troverete nel corso di questo numero), ma la cosa incredibile è il numero di concerti che hanno fatto in Europa (come nel resto del mondo) in così poco tempo. Il nostro inviato Andrea è stato alle due date precedenti quella milanese, entrambe in austria, ecco una recensione degli eventi.&lt;br /&gt;I concerti austriaci sono stati a Linz il trenta e a Vienna il trentuno maggio, i due giorni precedenti il concerto italiano, e considerando che il duo avrebbe suonato anche i giorni successivi, senza concedersi pause, l'impresa è a dir poco encomiabile. In effetti, anche da alcune discussione sorte sul forum americano theshadowbox.net, la domanda se i Dresden Dolls si fossero stancati in questo estenuante tour ha avuto una chiara e concisa risposta dalla stessa Amanda: "Yes, we are". Eppure ce l'hanno fatta, anzi, bisogna dire che hanno fatto ptoprio un bel lavoro, d'altronde suonare live è la loro vita. Avendoli visti i due giorni precedenti posso assicurare che la stanchezza non ha peggiorato lo spettacolo al Rolling Stone che è stato Punk Cabaret allo stato puro (senza considerare piccoli incidenti di percorso come quello della chitarra, che però contribuiscono a creare proprio la loro caratteristica atmosfera...).Ma prima di venire al dunque parliamo della brigade. Mentre a Milano questa era composta da ragazzi italiani per la maggior parte, in austria c'erano (Deborah, la coordinatrice europea della brigade) una ragazza-dipinta che, ignuda, invitava il pubblico a dipingerle il corpo con dei colori messi a disposizione apposta a LInz e a Vienna raccoglieva presso un banchetto i sogni di tutti i presenti che gentilmente li scrivevano su foglietti riposti nell'apposita scatola; (Gin) una ragazza statua-vivente dalla pelle bronzea e dal vestito floreale con tanto di faretto e... piattino delle mance; (Valentin) un ragazzo guercio improvvisatosi pela-carote con tanto di luce intermittente e montagna di bucce di carote accanto; (oltre al sottoscritto pseudo-mimo che distribuiva copie inglesi del primo numero della fanzine).Le setlist dei due concerti, nonostante piuttosto simili e tra di loro e con quella milanese, hanno dato vita a due (anzi, tre) concerti considerevolmente diversi, soprattutto a causa delle piccole improvvisazioni e comportamenti di Amanda e Brian. Da ricordare:Intanto c'è da dire sulle set-list, che solo in Italia hanno eseguito Delilah, la quale ha sostituito Mrs O. in Austria; poi, come ben sappiamo, i Dresden Dolls dedicano sempre una canzone alla nazione in cui si esibiscono, mentre in Italia hanno suonato Sympathique, in Austria hanno suonato Eisbär, una cover del gruppo Grauzone, la cosa particolare è che Amanda ha chiesto al pubblico di produrre il rumore del vento, come nella versione da studio della canzone originale. In Austria hanno avuto la fortuna di sentire le due cover più eseguite alla chitarra, Amsterdam e Two-Headed Boy. A Vienna hanno chiuso con War Pigs, ricordando la versione del Donaufestival insieme a Peaches.A Linz, con l'aiuto di una iperattiva fan (che suonava un "air-piano" ai piedi del palco), amanda ha lasciato a quest'ultima per un minuto la sua postazione durante l'intro di half jack, per andare a pestare insieme a Brian la batteria.A Vienna grazie alla richiesta di una ragazza del pubblico che aveva richiesto Colorblind nel doposhow a Linz, Amanda ha mantenuto la parola regalandoci l'esecuzione di questa vecchia, ma bellissima canzone.Altro fatto degno di nota è l'errore di Amanda a Vienna, dove, all'inizio di First Orgasm ha cantato, al posto del corretto verso "I make some coffe, I eat some rice-chex", "I eat some coffee..." per scoppiare pochi istanti dopo a ridere, dovendo ricominciare di nuovo la canzone.  Per quanto riguarda la coreografia, non ho visto grandi variazioni, il gioco di fari con pochi e semplici colori (blu e rosso principalmente) è stato mantenuto, specialmente l'inizio di Will you smile again, ha reso molto a Vienna.Niente da dire su Thomas Truax che è stato simpatico in tutti i concerti, considerando che ha ripetuto ovunque le sue folli corse attraverso il pubblico...Unica nota di demerito per Milano che, probabilmente a causa degli orari, ha visto una setlist meno corposa (tre-quattro canzoni in meno rispetto all'austria), ma devo dire che con quel piccolo intermezzo jazzistico, fatto solo a milano, perdoniamo volentieri la mancanza, neanche da imputare a loro.&lt;br /&gt;30.05-06 Linz, Posthof&lt;br /&gt;Will You Smile Again? (…And You Will Know Us By The Trail Of Dead Cover)Sex ChangesMissed MeModern MoonlightCoin-Operated BoyBad HabitFirst OrgasmShores Of CaliforniaEisbär (Grauzone Cover)Mrs. OThe Perfect FitHalf JackGirl Anachronsim—————————————————————————————Hallelujah (Leonard Cohen Cover)Amsterdam (Jacques Brel Cover)Two-Headed Boy (Neutral Milk Hotel Cover)—————————————————————————————Good Day&lt;br /&gt;31.05.06 Vienna, Arena&lt;br /&gt;Will You Smile Again? (…And You Will Know Us By The Trail Of Dead Cover) Coin-Operated Boy My Alcoholic Friends Missed Me Modern Moonlight Colorblind Backstabber Eisbär (Grauzone Cover) First Orgasm Sex Changes Mrs. O Half Jack Girl Anachronism —————————————————————————————————————————— Me &amp;amp; The Minibar Two-Headed Boy (Neutral Milk Hotel Cover) Good Day —————————————————————————————————————————— War Pigs (Black Sabbath Cover)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17103112-115840725238326169?l=punkcabaret.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://punkcabaret.blogspot.com/feeds/115840725238326169/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17103112&amp;postID=115840725238326169' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17103112/posts/default/115840725238326169'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17103112/posts/default/115840725238326169'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://punkcabaret.blogspot.com/2006/09/bozza-articolo-per-numero-di-settembre.html' title='Bozza Articolo per numero di settembre (?)'/><author><name>Andrea C</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11414814362541357839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://myspace-550.vo.llnwd.net/00135/05/56/135716550_l.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17103112.post-114901860483907630</id><published>2006-05-30T12:45:00.000-07:00</published><updated>2006-05-30T12:50:04.850-07:00</updated><title type='text'>Good For Nothing - N#3 "Join the Renaissance"</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/5730/1510/1600/AmandaContrasty.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5730/1510/400/AmandaContrasty.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Good for Nothing N#3 è uscito in occasione del concerto del 1° Giugno a Milano dei Dresden Dolls. In questo numero tra le altre cose: incontro con i Baustelle, la Fiera del Libro, El Esperpento e il teatro dell'assurdo, Christopher Nolan "Doodlebug", un reportage fotografico da Boston, racconti e poesie...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' inoltre uscito il N#0 in lingua inglese&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://goodfornothing.altervista.org"&gt;clicca qui per scaricarli dalla pagina download&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17103112-114901860483907630?l=punkcabaret.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://punkcabaret.blogspot.com/feeds/114901860483907630/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17103112&amp;postID=114901860483907630' title='9 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17103112/posts/default/114901860483907630'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17103112/posts/default/114901860483907630'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://punkcabaret.blogspot.com/2006/05/good-for-nothing-n3-join-renaissance.html' title='Good For Nothing - N#3 &quot;Join the Renaissance&quot;'/><author><name>MaxRob</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06174664790212436813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://1.bp.blogspot.com/_1LtOzo3kLx0/S-79ylHa0-I/AAAAAAAAAAM/jxb4YS7F8O0/S220/angryface.JPG'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17103112.post-114401955338121092</id><published>2006-04-02T16:02:00.000-07:00</published><updated>2006-04-02T16:20:29.976-07:00</updated><title type='text'>Good For Nothing - N#Extra - "Yes Virginia"</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/5730/1510/1600/2307_img2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5730/1510/400/2307_img2.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;E' uscito il terzo numero della Fanzine, dedicato alla prossima uscita dei Dresden Dolls (14 Aprile), l'album "Yes, Virginia". In aggiunta a questo numero in palio 5 biglietti da estrarre tra i nostri lettori per il concerto di Milano del 1° Giugno al Rolling Stone + 5 singoli di "Sing" il primo estratto dal disco.&lt;br /&gt;Una collaborazione direttamente con RoadRunner e Universal da questo numero in vista delle tappe di avvicinamento alle date del tour Europeo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scarica la fanzine &lt;a href="http://digilander.libero.it/maxrob_id/yesvirginia.rar"&gt;cliccando qui&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(in più: Brigading - artisti volontari ai concerti dei DD, Sing - il regista Michael Pope e il nuovo video, Musica - Cabaret Voltaire, Personaggi - Marlene Dietrich)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;goodfornothing@hotmail.it&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17103112-114401955338121092?l=punkcabaret.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://punkcabaret.blogspot.com/feeds/114401955338121092/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17103112&amp;postID=114401955338121092' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17103112/posts/default/114401955338121092'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17103112/posts/default/114401955338121092'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://punkcabaret.blogspot.com/2006/04/good-for-nothing-nextra-yes-virginia.html' title='Good For Nothing - N#Extra - &quot;Yes Virginia&quot;'/><author><name>MaxRob</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06174664790212436813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://1.bp.blogspot.com/_1LtOzo3kLx0/S-79ylHa0-I/AAAAAAAAAAM/jxb4YS7F8O0/S220/angryface.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17103112.post-114346467293342114</id><published>2006-03-27T05:01:00.000-08:00</published><updated>2006-04-04T15:28:39.073-07:00</updated><title type='text'>la scalata al potere della fanzine</title><content type='html'>eventuali discussioni, polemiche e critiche, scrivete all'indirizzo: goodfornothing@hotmail.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il post oggetto di polemica è stato rimosso (non i commenti) dato che riteniamo di aver dato sufficienti spiegazioni e aver chiarito l'incidente e non abbiamo alcun interesse ad alimentarlo, anche se pare si autoalimenti. Questo non è il sito ufficiale della fanzine (che è all'indirizzo: goodfornothing.altervista.org) ma il blog della redazione, il cui spazio pubblico è riservato alla discussione interna per la realizzazione dei numeri.&lt;br /&gt;Siamo felici di vederci recapitare ogni forma di critica o insinuazione nefasta via email, ammesso che l'assenza di pubblico desti qualche interesse agli agitatori.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://blog.libero.it/slipperypond/"&gt; &lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17103112-114346467293342114?l=punkcabaret.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://punkcabaret.blogspot.com/feeds/114346467293342114/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17103112&amp;postID=114346467293342114' title='13 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17103112/posts/default/114346467293342114'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17103112/posts/default/114346467293342114'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://punkcabaret.blogspot.com/2006/03/la-scalata-al-potere-della-fanzine.html' title='la scalata al potere della fanzine'/><author><name>MaxRob</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06174664790212436813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://1.bp.blogspot.com/_1LtOzo3kLx0/S-79ylHa0-I/AAAAAAAAAAM/jxb4YS7F8O0/S220/angryface.JPG'/></author><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17103112.post-114281087722883690</id><published>2006-03-19T15:25:00.000-08:00</published><updated>2006-03-19T15:27:57.266-08:00</updated><title type='text'>Raduno in chat</title><content type='html'>Avviso tutti che martedì 21 verso le 10 di sera intendiamo fare una riunione di redazione per discutere del prossimo (imminente) numero. Fatevi vedere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Probabilmente useremo msn, il mio contatto è l'e-mail segnalata in fanzine, per chi non l'avesse)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sentiamo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17103112-114281087722883690?l=punkcabaret.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://punkcabaret.blogspot.com/feeds/114281087722883690/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17103112&amp;postID=114281087722883690' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17103112/posts/default/114281087722883690'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17103112/posts/default/114281087722883690'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://punkcabaret.blogspot.com/2006/03/raduno-in-chat.html' title='Raduno in chat'/><author><name>Andrea C</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11414814362541357839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://myspace-550.vo.llnwd.net/00135/05/56/135716550_l.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17103112.post-114238400284212076</id><published>2006-03-14T16:52:00.000-08:00</published><updated>2006-03-14T16:53:22.860-08:00</updated><title type='text'>Newsletter</title><content type='html'>Ho spedito una newsletter, spero di averla mandata a tutti, qualora non l'abbiate ricevuta scrivetemi a andycar85@tin.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17103112-114238400284212076?l=punkcabaret.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://punkcabaret.blogspot.com/feeds/114238400284212076/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17103112&amp;postID=114238400284212076' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17103112/posts/default/114238400284212076'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17103112/posts/default/114238400284212076'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://punkcabaret.blogspot.com/2006/03/newsletter.html' title='Newsletter'/><author><name>Andrea C</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11414814362541357839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://myspace-550.vo.llnwd.net/00135/05/56/135716550_l.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17103112.post-114167812671309324</id><published>2006-03-06T12:45:00.000-08:00</published><updated>2006-03-06T12:53:44.790-08:00</updated><title type='text'>il titolo mi da dei problemi. mi rimetto al vostro giudizio.</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;Il free jazz è una musica completamente libera e assolutamente al di fuori dagli schemi: uno dei limiti estremi raggiunti negli anni è stata l’ eliminazione di una partitura, cioè di una regolamentazione musicale, offrendo l’ occasione a tutti i musicisti di sviluppare le proprie fantasie e i propri pensieri in tempo reale, secondo l'estro del momento.&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Premettendo che una buona percentuale della gente comune non possiede nel modo più assoluto una cultura musicale accettabile e/o adeguata , e quelle poche persone che ascoltano musica alternativa o comunque fuori dagli schemi tradizionali sono nella maggior parte dei casi degli spudorati denigratori del jazz, per completa ignoranza, rimane una cosa molto importante da dire: il free jazz non è uno sfoggio tecnico fine a se stesso, ma una musica che come molte altre, correggetemi se sbaglio, ha bisogno di un paio di orecchie e un cuore per essere recepita e assimilata nella miglior maniera possibile. Anche la predisposizione psicologica conta molto, ovviamente. Ai primi ascolti può spaventare un accozzaglia di note sparate in maniera totalmente discontinua e disordinata… ma dopo poco ci si inizia a rendere conto che molto molto lentamente, in maniera subliminale, questa o quella melodia ti è entrata nelle vene, e non vuole uscire.&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;Al di là degli eccessi ci si trova comunque di fronte ad un genere musicale di difficile comprensione senza una conoscenza approfondita di tutto quello che lo ha preceduto (musicalmente, sociologicamente, politicamente): ai massimi livelli si è davanti a musicisti che rivendicano o il loro diritto ad essere considerati &lt;i&gt;"uomini"&lt;/i&gt; o la loro disperazione per il &lt;i&gt;"non riuscirci"&lt;/i&gt;.&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;/span&gt;Il free jazz è tensione individuale, intesa come intensità e liricità, che talvolta assume caratteri orgiastici e liberatori. Il free jazz è il fremito quotidiano del piacere, l’ abbandono alla bellezza, a qualcosa che è più grande di noi, è l’ annaspare del musicista, mutevole e imprevedibile. E’ l’ arrendersi prima rassegnato e poi battagliero di quella tromba arrabbiata ma ingenua, di quelle spazzole che la sanno lunga mentre implacabili massacrano il rullante, di quel contrabbasso avvolgente che ti annoda le budella secondo dopo secondo.&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;E’ catarsi e autodistruzione.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;*zillo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17103112-114167812671309324?l=punkcabaret.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://punkcabaret.blogspot.com/feeds/114167812671309324/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17103112&amp;postID=114167812671309324' title='5 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17103112/posts/default/114167812671309324'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17103112/posts/default/114167812671309324'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://punkcabaret.blogspot.com/2006/03/il-titolo-mi-da-dei-problemi-mi.html' title='il titolo mi da dei problemi. mi rimetto al vostro giudizio.'/><author><name>Zillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00022718469369581258</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17103112.post-114123296661879757</id><published>2006-03-01T09:07:00.000-08:00</published><updated>2006-03-01T09:09:26.633-08:00</updated><title type='text'>L'angelo azzurro - Il mito di Marlene Dietrich</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;“Quando sei giovane dai tutto per scontato, il sorgere del sole, il tramonto, la luna, le stelle, la buona terra. Tutto quello che impari a scuola resta sulla superficie del tuo cervello. Lo sai, ma per te non fa alcuna differenza. La giovinezza ti risuona troppo forte nelle orecchie e non lascia spazio alle domande sulle meraviglie del pianeta in cui vivi. Compresi i pericoli! Una capacità che rimpiangerai per tutta la vita a venire”: questi e tanti altri i pensieri che hanno affollato la testa ed il cuore della divina Marlene negli ultimi anni di vita e che sua figlia Maria Riva ha da poco raccolto nel libro &lt;i style=""&gt;Marlene Dietrich - Pensieri Notturni &lt;/i&gt;(Edito da Frassinelli). Non solo un’icona della bellezza made in Germania, nemmeno esclusivamente un’ineguagliabile attrice, e sarebbe riduttivo definirla con la semplice etichetta di cantante: Lili Marleen (questo il suo soprannome, acquisito dalla celebre canzone, suo emblema negli anni ‘50) è stata qualcosa di più che un semplice archetipo generazionale, vuoi per le doti umane e letterarie ai più sconosciute, vuoi per il fatto che sapeva come stare sempre al centro dell’attenzione, anche quando il sipario era per lei calato.&lt;br /&gt;Ma andiamo con ordine.&lt;br /&gt;Marie Madgalene Dietrich nasce nel 1901 (sebbene la stessa Marlene abbia affermato di essere nata nel 1904) a Berlino da una famiglia benestante: suo padre, Erich Otto Dietrich, era ufficiale dell’esercito prussiano, mentre Elisabeth Josephine Felsing, la madre, veniva da una famiglia di gioiellieri. La gioventù è segnata dallo studio, prima di violino e pianoforte (che deve interrompere per essersi fratturata un dito della mano) poi di canto, inglese e francese: non è da sottovalutare l’influenza di un ambiente così culturalmente vivace come quello della repubblica di Weimar. Appena fuori dall’Accademia di Berlino inizia la sua carriera di attrice prima per il teatro, poi per il cinema muto.&lt;br /&gt;Il 1929 è l’anno della consacrazione; ad Ottobre firma il contratto per interpretare il film &lt;i style=""&gt;L’angelo azzurro&lt;/i&gt; diretto da Josef Sternberg: vestita di frac e cilindro, sulle note di &lt;i style=""&gt;Lola Lola&lt;/i&gt;, diviene il simbolo della sensualità nordica, non senza una componente di ambiguità ed ammiccamento. Certamente il merito non è solo della Diterich; grande plauso va anche a Sternberg che seppe sfuttare al massimo, per tutti gli anni della loro collaborazione, le doti drammatiche e canore dell’attrice: è però da riconoscere che se Josef verrà presto dimenticato da critica e pubblico, Marlene rimarrà sulla cresta dell’onda fino al ’75, anno del suo ultimo film &lt;i style=""&gt;Gigolò,&lt;/i&gt;insieme all’eccentrico David Bowie. Ed in mezzo decine di film, la nomination all’oscar per la sua interpretazione in &lt;i style=""&gt;Marocco &lt;/i&gt;(1930), una carriera come cantante e, soprattutto, la sua vita privata. Mai come in questo caso il “dietro le quinte” è quasi più rilevante della carriera artistica per capire le ragioni di un successo letteralmente secolare. Il matrimonio nel ’23 con Rudolf Sieber, la nascita di sua figlia Maria Elizabeth l’anno successivo, poi la fuga dalla Germania nazista che voleva farla diventare un’icona del regime ed ancora la separazione dal marito non sono che i primi capitoli di una vita che di privato, effettivamente, ha avuto ben poco. E proprio nel sovracitato &lt;i style=""&gt;Pensieri Notturni&lt;/i&gt; vengono raccolte le testimonianze in prima persona, sottoforma di poesie e pensieri, di un’esistenza assolutamente complessa ed affascinante, segnata dalla dichiarata bisessualità e da un rapporto tormentato con la bellezza: Marlene era un’assidua fumatrice e, dal suo ritiro a vita privata fino al 1992 (anno della sua morte), una grande bevitrice. Voci più o meno attendibili mormorano che sia addirittura morta per l’abuso di psicofarmaci.&lt;br /&gt;Certo è che l’abbandono della scena non era avvenuto esclusivamente perché l’Angelo azzurro stava perdendo, pian piano, le sue ali ma, come sostiene Maria, “perché era semplicemente stanca d’essere Marlene Dietrich, stanca dello sforzo infinito richiesto alle creature che incarnano il concetto di perfezione senza essere perfette”. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17103112-114123296661879757?l=punkcabaret.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://punkcabaret.blogspot.com/feeds/114123296661879757/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17103112&amp;postID=114123296661879757' title='4 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17103112/posts/default/114123296661879757'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17103112/posts/default/114123296661879757'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://punkcabaret.blogspot.com/2006/03/langelo-azzurro-il-mito-di-marlene.html' title='L&apos;angelo azzurro - Il mito di Marlene Dietrich'/><author><name>Enrico_Dip</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13600274072383690991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17103112.post-114002094591673889</id><published>2006-02-15T08:20:00.000-08:00</published><updated>2006-02-15T08:29:05.940-08:00</updated><title type='text'>Goof For Nothing N#1!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/5730/1510/1600/mimo%20hopersoilconto.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5730/1510/400/mimo%20hopersoilconto.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt;&lt;br /&gt;english:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Good for Nothing N#1 is out, &lt;a href="http://goodfornothing.altervista.org/issues/punkcabaret1.zip"&gt;click here&lt;/a&gt; to view italian version (requires Acrobat Reader).&lt;br /&gt;We're still in search for translater that are able to help us with english version&lt;br /&gt;contact us: goodfornothing@hotmail.it&lt;br /&gt;from now on contact web site with english page: &lt;a href="http://goodfornothing.altervista.org"&gt;http://goodfornothing.altervista.org&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt;italiano:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;E' uscito il n°1 della rivista, puoi scaricarlo direttamente &lt;/span&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 255, 255);" href="http://goodfornothing.altervista.org/issues/punkcabaret1.zip"&gt;cliccando qui&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;da oggi è attiva la pagina web&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 255, 255);" href="http://goodfornothing.altervista.org"&gt;http://goodfornothing.altervista.org&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;d'ora in poi il materiale della fanzine sarà esclusivamente scaricabile da lì, mentre questa pagina è adibita a redazione del giornale, per decisioni e lavorazione dei numeri.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17103112-114002094591673889?l=punkcabaret.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://punkcabaret.blogspot.com/feeds/114002094591673889/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17103112&amp;postID=114002094591673889' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17103112/posts/default/114002094591673889'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17103112/posts/default/114002094591673889'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://punkcabaret.blogspot.com/2006/02/goof-for-nothing-n1.html' title='Goof For Nothing N#1!'/><author><name>MaxRob</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06174664790212436813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://1.bp.blogspot.com/_1LtOzo3kLx0/S-79ylHa0-I/AAAAAAAAAAM/jxb4YS7F8O0/S220/angryface.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17103112.post-113873463628049706</id><published>2006-01-31T11:09:00.000-08:00</published><updated>2006-01-31T11:10:49.786-08:00</updated><title type='text'>non lo so intitolare, sono vuota come una cisterna abbandonata</title><content type='html'>Sei un giovane intellettuale francese, curioso, aperto, scalpitante in questa Parigi annoiata dalle ansie e dalla cultura borghese di inizio '800. Decidi di uscire, di vagare senza meta per la città alla ricerca di un salotto o di una mano amica. I tuoi piedi ti trascinano senza volerlo, cominci a vedere luci e colori strani.. sei allo Chat Noir. Già dall'entrata ti accorgi che nel mondo qualcosa è cambiato: le ombre cinesi di Caran d'Ache si stagliano sull'enorme telone bianco issato per l'occasione, il pubblico è affascinato ed eccitato dal gatto alato che si intravede, nell'atto di graffiare la borghesia rappresentata da accademici in marsina.&lt;br /&gt;Lo Chat Noir è gremito: artisti, comici, chansonniers.. ti siedi e comincia lo spettacolo. Oggi è domenica, è il giorno aperto a chiunque voglia esibirsi.. quasi quasi potresti farlo anche tu.&lt;br /&gt;Mentre ci pensi, ti prepari all'evento di domani. Lo Chat Noir, a causa della sua enorme fama e dell'enorme afflusso di pubblico, deve traslocare. Già lo immagini, una lunga colonna di persone in festa, che si snoda tra le vie della città, cercando di rianimarla e di scuoterla dal suo torpore.. sarà proprio così, in effetti. La gioia sarà grande, il tentativo di emulazione anche. Ancora non lo sai, ma potrebbe capitare che per un po' di tempo tu sia così indaffarato con le tue elucubrazioni mentali da non avere tempo per tornarci. A quel punto sarai curioso di sapere che fine hanno fatto i vecchi attori satirici, quei pazzi che scambiavano battute con il pubblico. Mentre eri nel tuo studio a cercare di cambiare il mondo dall'interno, sono stati soppiantati da rappresentazioni comiche e musicali commerciali, che gireranno tutta la Francia cercando di ricreare in ogni luogo quella magia che, purtroppo, si sarà allontanata.&lt;br /&gt;Passano gli anni, sarai già morto, ma il Cabaret continua la sua corsa parallela alla realtà, cerca di affermarsi senza dare nell'occhio.&lt;br /&gt;Il Kabarett tedesco è ormai la nuova linfa vitale dell'opposizione al tutto ed al nulla. Sedi antinaziste, vedevano tra i propri estimatori/contributori Brecht e Reinhard e, per la loro attività, sono stati ovviamente coinvolti nell'ordine hitleriano che vietava quel tipo di rappresentazione. Qui si formano due grandi menti della comicità non sense e dell'assurdo: il comico (che ha ospitato nella sua piccola orchestrina un giovanissimo Brecht) Karl Valentin e l'amante del travestitismo scenico suggestivo, Kurt Tucholsky.&lt;br /&gt;La mente geniale di Reinhard non poteva che partorire altri estimatori del Cabaret. Dal suo allievo Hugo Ball nasce quindi una nuova struttura in terra elvetica: il Cabaret Voltaire. Famoso per aver dato rifugio a scrittori, poeti, intellettuali, è stato uno dei centri ideologici ed artistici del dadaismo, con tutto ciò che questo comporta: distanza dalla logica artistica tradizionale, rivalutazione della spontaneità, della caoticità e dell'improvvisazione, come presupposti per una nuova visione del mondo. Forse sarebbe piaciuta anche a te.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;rents&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;proposte per il titolo?&lt;br /&gt;comunque tra le due immagini io scelgo.. la terza&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17103112-113873463628049706?l=punkcabaret.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://punkcabaret.blogspot.com/feeds/113873463628049706/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17103112&amp;postID=113873463628049706' title='9 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17103112/posts/default/113873463628049706'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17103112/posts/default/113873463628049706'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://punkcabaret.blogspot.com/2006/01/non-lo-so-intitolare-sono-vuota-come.html' title='non lo so intitolare, sono vuota come una cisterna abbandonata'/><author><name>rents</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07531490895496067385</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17103112.post-113865661999447381</id><published>2006-01-30T13:20:00.001-08:00</published><updated>2006-01-30T13:58:44.630-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/8050/1640/1600/mimoo.0.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/8050/1640/320/mimoo.0.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/8050/1640/320/mimo%202%20con%20bombetta.1.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;Ciao a tutti!! Quelle sopra sono due illustrazioni realizzate da Antonio, il mio ragazzo che aveva piacere a collaborare alla fanzine. E' il risultato di una lunga elucubrazione e selezione accurata da cinque disegni-illustrazioni di partenza. Abbiamo pensato di adottare il nostro metodo democratico e fare a votazione per quella da inserire nella fanzine : ) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;Questo invece è il mio articolo-biografia su Kurt Weill : ) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;Meine Frauen und Herren, teste rotonde e teste allungate, seguaci convinti veterani o novelli del brechtian punk cabaret, riponete la bombetta e sfilate le calze a strisce bianche e nere: si va a teatro. E non a vedere una pièce dozzinale, ma un’opera d’eccezione: sul palco, un solo attore. Atto unico. Argomento? Dei migliori: niente nomi, solo congnomi, Weill. State ad ascoltare.&lt;br /&gt;Se vi dicessero che avete da vivere solo 50 anni e 1 unico mese e vi esortassero a non sprecarne un momento, probabilmente alcuni di voi morirebbero obesi e rugosi dopo una vita d’eccessi, altri smilzi e insoddisfatti, la pelle incartapecorita dalle troppe sigarette fumate per lo stress di un’esistenza trascorsa a pensare di far qualcosa, ma senza agire. In effetti nessuno avvertì Kurt Weill, non appena fosse in grado di intendere e di volere, che sarebbe morto stroncato da un infarto (come il compagno d’arme Bertold Brecht): ma probabilmente lui appartiene a quella specie di Ubermensch che, in quest’assurdo caso, avrebbe distillato a nostro vantaggio un altro po’ della sua creatività, avrebbe insomma scritto ancora qualche partitura. Ma queste sono solo illazioni mosse dalla mia perenne insoddisfazione. Weill non apprezzerebbe; lui era perfino solito dire: “Al diavolo i posteri, voglio che la mia musica si ascolti adesso, finché sono vivo”. Quindi non mi figuro neppure cosa sarebbe capace di pensare se una piccola rompicoglioni, a più di mezzo secolo di distanza, oserebbe contrariarlo così apertamente. Ma checché ne dica lui, dato che il vero successo è proprio quello decretato dalla posterità, solo noi possiamo arrogarci il diritto di proclamarlo uno dei grandi protagonisti della scena musicale del secolo scorso. Significativi a riguardo sono i due tributi confezionati rispettivamente nel 1985 e nel 1997, quest’ultimo a poco tempo di distanza dal 70esimo anniversario della prima rappresentazione de “Die Dreigroschenoper”: “Lost in the stars”, prodotto da Hal Willner, si avvale della collaborazione (tra gli altri) di Sting, Tom Waits, John Zorn, Carla Bey e Lou Reed; “ September Songs”, oltre ad essere un album uscito per l’etichetta Sony Classics, è anche un innovativo progetto cincematografico diretto da Larry Weinstein, cui contribuirono il fedelissimo Lou Reed, PJ Harvey, Nick Cave, Betty Carter, Elvis Costello e perfino il poeta beat William S. Burroughs. Non sarebbe male se anche in politica internazionale ci fosse un minimo comune termine in grado di mettere d’accordo personalità provenienti da ambiti così disparati. La stessa carriera di Weill, d’altro canto, conciliò musica colta e popolare, espressionismo e jazz, immagini di cabaret bui e fumosi con sfavillanti scenari di Brodway. La sua Gebrauchmusik si dipanò linearmente ai due contesti in cui Weill operò: la Germania, terra natale, sede della fragile Repubblica di Weimar che soccomberà presto di fronte al nazionalsocialismo, e gli USA, in cui si stabilì definitivamente nel 1935 insieme a Lotte Lenya, costretto dalle sue ascendenze ebree oltre che dal suo attivismo politico.&lt;br /&gt;Il talento musicale di Kurt Weill emerse perentoriamente dall’adolescenza: durante la Grande guerra svolse addirittura la professione di maestro sostituto presso i teatri di Dessau e Ludenscheid, dopo aver preso le prime lezioni di teoria e composizione con Albert Bing. In seguito fu allievo della Musikhochschule di Berlino; nel 1926 il suo primo lavoro teatrale debutta a Dresda con immenso successo: si tratta di “Der Protagonist”, opera in un atto su un libretto di Georg Kaiser. Con lo stesso drammaturgo collaborerà nel 1927 per l’opera buffa “Der Zar laesst sich photographieren”. Al medesimo anno risale la prima collaborazione con Bertold Brecht, col quale darà vita a “Mahagonny (Ein Songspiel)”, opera commissionata dal Baden-Baden Musik Festival, cui farà seguito “Aufstieg und Fall der Stadt Mahagonny”, rappresentata per la prima volta sulle scene di Lipzia nel 1930. Probabilmente il frutto più celebre del duo fu “Die Dreigroschenoper”, il cui debutto avvenne a Berlino due anni prima, nel 1928: le partiture avvincenti di Weill erano interpretate dalla moglie, la cantante Lotte Lenya; la Repubblica di Weimar si scuoteva dal suo intorpidimento e riceveva vitalità e ragion d’essere: l’opera fu il maggior successo teatrale del periodo. Sempre su testi di Brecht Weill compone le cantate “Das Berliner Requiem” e “Der Flug der Lindberghs”, l’opera “Happy End” e “Der Jasager”, tra il 1929 e il 1930, abbandonando il forte impianto strutturale delle creazioni giovanili in favore di ritmi ballabili e “popolari”. L’assidua collaborazione con Brecht si interruppe quando Weill si rivolse ad un altro dramaturgo, deluso dal ruolo di secondo piano in cui Brecht stava relegando la musica nel suo teatro politico. Nel 1932 realizza infatti “Der Burgshaft”, su un libretto in 3 atti del famoso scenografo Caspar Neher, già collaboratore di Brecht. Dopo aver rinnovato il connubio con Brecht per “Die sieben Todsunden” e aver composto una serie di cabaret chanson, Weill si stabilirà negli Stati Uniti per sfuggire alla persecuzione nazista. In Germania le sue opere vengono bandite, mentre oltreoceano inizia il prolifico periodo di Brodway e Hollywood. Già nel 1937 la sua innovativa partitura per il musical “Johnny Johnson” testimonia che Weill si è perfettamente integrato nel nuovo mondo. Tra le opere più importanti emergono la colonna sonora di “You and Me” di Fritz Lang (1938), i musical “Knickerboxer Holiday” (in cui compare l’ ormai evergreen “September Song”), “Love Life”(1948) e “Lost in the Stars”, l’ultima pièce per Brodway. Ma non quella definitiva, nei suoi progetti: prima di morire, nel 1950, il poliedrico compositore stava infatti progettando di realizzare un’altra opera per i palcoscenici americani, scritta ad hoc per il baritono Lawrence Tibbett.&lt;br /&gt;Probabilmente, nel palcoscenico musicale internazionale odierno, i Dresden Dolls rappresentano una valida speranza per chi sogna un’arte versatile e a 360 gradi che, sotto certi aspetti, possa riprendere il solco tracciato dal buon Weill. E pace all’anima sua. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffffff;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffffff;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffffff;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17103112-113865661999447381?l=punkcabaret.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://punkcabaret.blogspot.com/feeds/113865661999447381/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17103112&amp;postID=113865661999447381' title='7 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17103112/posts/default/113865661999447381'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17103112/posts/default/113865661999447381'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://punkcabaret.blogspot.com/2006/01/ciao-tutti-quelle-sopra-sono-due.html' title=''/><author><name>ayakol</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11808482270387999216</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17103112.post-113814728741072430</id><published>2006-01-24T15:58:00.000-08:00</published><updated>2006-01-24T16:01:27.436-08:00</updated><title type='text'>Traduzioni numero 0</title><content type='html'>Allora, io ho finito le traduzioni dei miei articoli più il racconto di Ale (ayakol), su quest'ultimo gradirei delle correzioni modifiche da parte di quest'ultima giacchè ho cambiato abbastanza le frasi in alcuni punti... Comunque, ho lasciato un paio di frasi da tradurre (nel racconto e nell'articolo sul concerto) per le quali ogni consiglio è ben accetto. Ho messo il tutto in un file zip scaricabile cliccando qui &lt;a href="http://www.megaupload.com/?d=9ZVWMJZ2"&gt;http://www.megaupload.com/?d=9ZVWMJZ2&lt;/a&gt; . Fatemi sapere cosa ne pensate, cosa correggereste etc. E soprattutto, a che punto sono le altre traduzioni?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17103112-113814728741072430?l=punkcabaret.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://punkcabaret.blogspot.com/feeds/113814728741072430/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17103112&amp;postID=113814728741072430' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17103112/posts/default/113814728741072430'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17103112/posts/default/113814728741072430'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://punkcabaret.blogspot.com/2006/01/traduzioni-numero-0.html' title='Traduzioni numero 0'/><author><name>Andrea C</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11414814362541357839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://myspace-550.vo.llnwd.net/00135/05/56/135716550_l.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17103112.post-113811085868058930</id><published>2006-01-24T05:52:00.000-08:00</published><updated>2006-01-24T05:54:18.693-08:00</updated><title type='text'>JASON LUTES: BERLIN, LA CITTA DELLE PIETRE</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;il mio articolo per la fanzine su lutes&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Raramente il fumetto si è dato alla storia, ancora più raramente in tempi recenti, fatta eccezione per quel Maus di Art Spiegelman, opera a carattere pedagogico per spiegare l'olocausto attraverso una comunità di topi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Ed è innegabile che da quel Maus, opera unica e con tutti gli elementi del romanzo e del cinema d'autore, prende le mosse La città delle Pietre, che da Spiegelman fa un passo avanti verso un approccio più coraggioso e verista della storia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Sebbene il panorama fumettistico europeo sia di gran lunga soverchiato dalla scuola americana, i nostri disegnatori più che guardare a oriente o agli esponenti della scena pulp, dovrebbero imparare la lezione di questi due disegnatori americani, che hanno sviscerato la cultura europea del '900, assimilandola e facendola propria: Berlino non è mai stata raccontata con la stessa efficacia dagli occhi di un autore americano, per giunta nato quarant'anni dopo i fatti narrati. Difficilmente troviamo in autori del vecchio continente la stessa consapevolezza del bagaglio culturale e della molteplicità di fermenti artistici che hanno impattato contro la seconda guerra mondiale e che dopo questa, sono andati persi. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;La lezione di Lutes per noi europei, contenuta in quest'opera la cui lavorazione è durata ben 5 anni, è un monito a non dimenticare le enormi particolarità che l'Europa porta con se e che sono un bagaglio d'identità irrinunciabile, dal momento in cui nella diversità culturale il continente ha trovato i suoi più grandi progessi, ed è strano che a ricordarcelo adesso sia proprio un americano. Non si trova la stessa perizia nella ricostruzione dei particolari in nessun altra opera contemporanea e una conspevolezza storica altrettanto ben resa: senza troppi incisi l'autore rappresenta un biennio 1927-29 a Berlino, fruibile anche a chi non padroneggia troppo la storia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;E le molteplici anime che compongono la società tedesca durante la Repubblica di Weimar, all'alba dell'ascesa di Hitler alla Cancelleria, rivivono attraverso le diverse estrazioni culturali, ceti sociali, aspettative e ideali dei personaggi che si intrecciano in un armonia perfetta durante tutto il corso delle oltre 200 pagine di questo piccolo spaccato storico. Il tratto a china è minimale ma scolpisce i lineamenti e le essenze dei caratteri in gioco, senza bellezze particolari ma rendendo giustizia ai solchi delle sofferenze di un paese alla fame dopo un decennio dalla fine della seconda guerra mondiale, un tratto che non a caso ricorda in alcune vignette le litografie di denuncia sociale di Daumier, esponente del realismo francese di fine '800.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Una Repubblica e una classe politica che ha dato enormi libertà culturali e che ha favorito il nascere di una nuova ventata intellettuale in una Germania da decenni vittima di un nazionalismo cupo e fatalista: l'accademia di Berlino entro cui muovono parte dei personaggi, i Cabaret, la liberazione della sessualità femminile, il ruolo dei letterati e dei giornalisti impegnati a reggere il prestigio delle istituzioni che garantiscono questo ordine nonostante la grave crisi economica e le crescenti contestazioni sociali. Lutes non cade nell'errore di tanti americani nel raccontare lo scontro tra comunismo e nazismo e rende giustizia degli ideali e della rabbia della classe lavoratrice, commovente lo spaccato in cui clandestinamente i lavoratori si ritrovano di notte per commemorare l'assassinio di Rosa Luxemburg davanti alla celebre sede del partito comunista tedesco. Una Repubblica presa d'assalto da due fronti, quello dei comunisti e quello dei nazisti che duramente pian piano occuperanno le strade scontrandosi frontalmente e inghiottendo le deboli isituzioni del paese travolte dalla crisi di Wall Street del 1929. Ed è in quella città delle pietre, usate come armi negli scontri, che la parabola di questo romanzo a fumetti si chiude, il 1° Maggio del 1929 dove tutti i nostri personaggi si ritrovano, con ruoli diversi in strada, per scelta o per caso a fare i conti con la storia. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17103112-113811085868058930?l=punkcabaret.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://punkcabaret.blogspot.com/feeds/113811085868058930/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17103112&amp;postID=113811085868058930' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17103112/posts/default/113811085868058930'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17103112/posts/default/113811085868058930'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://punkcabaret.blogspot.com/2006/01/jason-lutes-berlin-la-citta-delle.html' title='JASON LUTES: BERLIN, LA CITTA DELLE PIETRE'/><author><name>MaxRob</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06174664790212436813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://1.bp.blogspot.com/_1LtOzo3kLx0/S-79ylHa0-I/AAAAAAAAAAM/jxb4YS7F8O0/S220/angryface.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17103112.post-113803001392897443</id><published>2006-01-23T07:24:00.000-08:00</published><updated>2006-01-23T07:29:11.030-08:00</updated><title type='text'>B.B. e M.K.</title><content type='html'>come avrete intuito mi piace Brecht. E come qualcuno di voi saprà mi piacciono i Marlene Kuntz... Guardate cosa ho trovato sul sito ufficiale dei M.K....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Un mese fa i Marlene Kuntz sono stati chiamati dal Teatro Strehler di Milano per fornire una personale re-interpretazione di un brano facente parte dell'opera "Madre Coraggio e i suoi figli", di Bertolt Brecht. Il pezzo in questione è "La canzone di Madre Coraggio", che il drammaturgo tedesco chiese all'epoca della stesura di far scrivere al musicista Paul Dessau. Il regista chiamato dal teatro ad allestire lo spettacolo è il canadese Robert Carsen, personaggio particolarmente in vista in ambito internazionale e proveniente dal mondo della lirica, il quale ha optato per una impostazione moderna e attualizzata dell'opera. In essa compariranno musiche rock già edite di vari gruppi internazionali più la performance suddetta dei Marlene, terminata in studio a Cuneo domenica pomeriggio, 8 Gennaio, nella sua versione definitiva, dopo alcune correzioni e aggiustamenti in base alle esigenze di scena. Tale versione è stata chiesta ai Marlene dal regista stesso dopo aver ascoltato una discreta lista di gruppi: il pezzo che lo ha deciso a optare per loro è stato "Retrattile", il cui sound esprime il tipo di atmosfera che aveva in testa.&lt;br /&gt;Lo spettacolo andrà in scena il 12 Gennaio 2006 e vi resterà sino al 26 Febbraio 2006. "&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Potrebbe essere interessante per GFN...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17103112-113803001392897443?l=punkcabaret.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://punkcabaret.blogspot.com/feeds/113803001392897443/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17103112&amp;postID=113803001392897443' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17103112/posts/default/113803001392897443'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17103112/posts/default/113803001392897443'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://punkcabaret.blogspot.com/2006/01/bb-e-mk.html' title='B.B. e M.K.'/><author><name>Enrico_Dip</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13600274072383690991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17103112.post-113753375285642233</id><published>2006-01-17T13:33:00.000-08:00</published><updated>2006-01-17T13:35:52.873-08:00</updated><title type='text'>Affetti (malati)</title><content type='html'>Giacchè questo articolo avevo in mente di scriverlo da un po' (lo spettacolo lo vidi anovembre) ho qui alcune possibili vrianti, ditemi cosa ne pensate e quale vi sembra la migliore, così vedo di aggiustarla (questi sono solo abbozzi), forse mi è venuto un po lungo, ditemi in caso dove e cosa potrei tagliare.&lt;br /&gt;[Possibile Introduzione 1]Cosa c'entra Affetti Malati con il Punk Cabaret? Questa la domanda che sorge spontanea, ma prima di tutto bisogna chiedersi cosa abbia a che fare tutto queso con Chuck Palahniuk... Chuck Palahniuk non lo presenterò come lo scrittore del romanzo da cui è stato tratto il ben noto omonimo film di David Fincher "Fight Club" con Edward Norton e Brad Pitt, perchè questo sarebbe riduttivo. Palahniuk non è nemmeno un fallito scrittore omosessuale che reprime la propria rabbia vomitando ogni tipo di critica sociale nei propri libri, oh no, questo sarebbe a dir poco oltraggioso, oltre che riduttivo. Bensì Chuck Palahniuk è un bravo scrittore dell'Oregon capace di sfornare storie talmente inverosimili da risultare paurosamente realistiche, il tutto condito con una dose esagerata di cinismo, sarcasmo, umor nero e costellata da piccole crudeli verità che difficilmente troverete menzionate in un reality show o un telegiornale. Detto questo pensate ad una attrice italiana di teatro che decide di portare sul palco uno spettacolo dedicandolo ad un libro del suddetto. Ebbene io vorrei parlarvi proprio di questo.&lt;br /&gt;[Possibile Introduzione 2]Lo spettacolo Affetti Malati è ispirato ad un libro. Soffocare, Choke, di Chuck Palahniuk. Quindi mi sembra doveroso parlare per prima cosa un po' di Palahniuk. Chuck Palahniuk è uno scrittore americano di Portland, Oregon. Tutto qui, non serve dire altro. Molti lo ricordano come lo scrittore del romanzo "Fight Club" da cui il ben noto omonimo film di David Fincher "Fight Club" con Edward Norton e Brad Pitt, ma qui lo citeremo per la recente uscita del suo libro "cavie" (Haunted) di cui il commento "Chuck palahniuk è peggio di un polpo. Ti afferra con i suoi tentacoli e ti trascina in un buco pauroso. lasciatelo stare se avete lo stomaco debole" di Nicola Ammaniti è sufficiente per far capire che tipo di scrittore sia.&lt;br /&gt;[Possibile accenno a soffocare da inserire come e dove si vuole nel mezzo dell'articolo]Soffocare, Choke. Questo romanzo è forse tra i più crudi di Palahniuk, certo il fatto che il protagonista sia un sessodipendente, dedito a truffe, succube della madre ex-reazionaria e studente di medicina fallito, certo, non aiuta. La trama è piuttosto complessa e tragica, in piena tradizione Palahniuk, diciamo che il titolo viene, in parte, dalla truffa del protagonista che suole andare in ristoranti e fingere (neanche troppo) di soffocare per il cibo che aveva ingerito, obbigando qualcuno dei presenti a improvvisarsi eroe del giorno e salvargli la vita. Ebbene dopo un certo numero di questi "giochi di prestigio" Victor si ritrova a ricevere soldi e cartoline da persone che non ricorda nemmeno, che gli sono grate per aver dato senso alle loro vite. Inoltre Victor ha improbabile lavoro (ha il ruolo di banditore in una ricostruzione di una cittadina del 1754 per turisti), sua madre oramai pazza è in una clinica e frequenta un  gruppo per sessodipendenti sul tipo degli aloclisti anonimi. Insomma, non la vita che tutti sogneremmo. Queste sono le premesse del libro, e, credetemi, non immaginereste mai quali sviluppi possa prendere il libro avanzando nella sua lettura. Vi basti sapere che alla fine le espressioni "danubio blu", ""pettirosso e un quarto", "asta e pasta", "vedi anche", "feniletilamina peptide" e "castello di pietre" assumeranno un significato ben particolare ai vostri occhi...&lt;br /&gt;[Informazioni sullo spettacolo]&lt;br /&gt;Affetti (malati)liberamente ispirato al romanzo "Soffocare" di Chuck Palahniuk&lt;br /&gt;Regia di Angela MalfitanoDrammaturgia di Angela Malfitano con la collaborazione di MArta Dalla ViaLuci, Matteo Nanni, Consulenza luci, maurizio VianiMovimenti, Enzo PezzellaMusiche, Francesco BriniAssistenti alla regia Caterina Grandi, Nicolas HermansenMontaggio video, marco RebecchiCon Angela Malfitano, Marta Dalla Via, marco Rebecchi, Stefano Detassis9-20 Novembre presso il teatro San Martino di Bologna&lt;br /&gt;[Commenti riferiti ad un opuscolo preso a teatro]In poche parole lo spettacolo, ad atto unico, è ambientato in una clinica : "Benvenuti all'Open Day di Villa Dolce Villa! Ogni sera ci si incontra qui, a Villa Dolce Villa, per affrontare insieme una delle vostre diverse dipendenze! Se siete malati qui da noi potete guarire!". "Dedicato a tutti coloroche sprecano la loro vita impegnati soltanto a scappare, in mancanza d'aria..."Le tematiche principali dell'opera sono la dipendenza, quale espressione di una reazione alla vita, e le relazioni umane, in particolar modo il rapporto madre-figlio.La stessa Malfitano afferma che trasporre l'opera di soffocare in teatro è stata una grande sfida. Sono partiti da alcuni spunti del romanzo tralsciandone molti altri, e si sono dedicati alle dipendenze soprattutto grazie ad incurzioni di alcuni video proiettati sul palco, spesso divisi in riquadri. Tutto torna però all'essere umano, al disagio dell'esistenza e, in particolare, della sopravvivenza di forze vitali e "sane" nell'epoca in cui viviamo. Affetti Malati rappresenta una ricerca della bellezza anche nell'orrore della dipendenza come rappresentazione di una realtà attuale e universale della società, ma soprattutto degli individui che solo nella disperazione trovano la forza di reagire e trovare una via verso la guarigione, verso la salvezza.&lt;br /&gt;[Lo spettacolo]Di certo questa non si può definire una rappresentazione teatrale nell'accezione classica del termine, è più una rivisitazione moderna del concetto di teatro. Insomma, entrare nella sala al buio con musica martellante da discoteca mentre due cubiste fanno la lapdance alla variopinta luce intermittente, di sicuro ti suscita la domanda "Ma sarà questo il teatro? Non avrò mica sbagliato porta?". Ma quando, dopo aver trovato posto a tentoni nel buio, seduti al proprio posto, si guardava nuovamente il palco non vedendo più la discoteca di poco prima ci si sentiva in parte rassicurati sui dubbi precdenti. La scena era piuttosto vuota, c'erano giusto pochi oggetti, tra cui, un carrello del supermercato adibito a poltrona ed uno strano parallelepipedo alto due metri. Proprio da quest'ultimo all'inizio dello spettacolo la dottoressa alcatel ci illustrava le norme di comportamento di villa dolce villa, aiutata dall'assistente che agiva in tutto e per tutto come una hostess durante le istruzioni di bordo. Tutta la rappresentazione era piena di piccole finezze tecniche tra le quali: la presentazione dei personaggi, Victor e il suo migliore amico, seduti e incapaci di distogliere lo sguardo da una videocamera mentre continuavano a parlare tra loro. Una scena ambientata in discoteca in cui i diaologhi erano sottotitolati (infatti non si sentiva bene cosa urlavano gli attori), con una partocolarità, i diaolghi erano sfalsati di circa dieci secondi, però in anticipo, dunque leggevi quello che avrebbero detto poco dopo. Oppure l'entrata in scena della madre di Victor dalla porta situata alla destra del palco, mentre spruzzava con uno spray, del quale sicuramente le prime file potevano dire qualcosa... Ovviamente ogni tanto la recitazione veniva interrotta per delle brevi sequenze video proiettate sul palco. Insomma tutti questi elementi, che ricordano vagamente l'effetto dello straniamento, contribuiscono a fare di questo spettacolo una rappresentazione piuttosto sui generis. Lo spettatore si ritrovava a dover affrontare una tramma piuttosto complessa e il racconto che gli si forniva era parimenti complicato e frammentato. Infine bisognava fare un buono sforzo di ricomposizione per riuscire a raccapezzarsi in quel puzzle. Certo, a mio avviso, la lettura del libro era un requisito necessario per poter seguire affetti malati, anche perchè diverse scene erano male spiegate, e omessi diversi particolari che, anche se non fondamentali per le tematiche trattate, contribuivano a caratterizzare meglio i personaggi (ad esempio in affetti malati non viene trattata la truffa di Victor cui si deve il titolo del romanzo). Insomma, lo spettacolo è molto interessante, soprattutto perchè è una valida trasposizione cui si deve riconoscere una grande inventiva nella reinterpretazione che riesce a cogliere in pieno una grande problematica senza risentire del passaggio dalla carta al teatro. Davvero una grande prova che sicuramente rappresenta più di una mera imitazione, bensì una chiara espressione della propria arte drammatica come strumento per la coscienza della realtà.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17103112-113753375285642233?l=punkcabaret.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://punkcabaret.blogspot.com/feeds/113753375285642233/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17103112&amp;postID=113753375285642233' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17103112/posts/default/113753375285642233'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17103112/posts/default/113753375285642233'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://punkcabaret.blogspot.com/2006/01/affetti-malati.html' title='Affetti (malati)'/><author><name>Andrea C</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11414814362541357839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://myspace-550.vo.llnwd.net/00135/05/56/135716550_l.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17103112.post-113690354416989857</id><published>2006-01-10T06:30:00.000-08:00</published><updated>2006-01-10T06:37:47.460-08:00</updated><title type='text'>Good For Nothing su Fanzineitaliane.it</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt;italiano:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;La nostra rivista è stata recensita sul portale fanzineitaliane.it&lt;br /&gt;puoi vedere il post di presentazione ai seguenti indirizzi:&lt;br /&gt;&lt;a href="javascript:ol%28" com=""&gt;http://fanzineitaliane.splinder.com/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="javascript:ol%28" it=""&gt;http://fanzineitaliane.blog.excite.it/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt;english:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;A highlight post about Good For Nothing appears on &lt;a href="http://www.fanzineitaliane.it"&gt;www.fanzineitaliane.it,&lt;/a&gt; an italian national directory dedicated to the main fanzine productions. Direct link:&lt;br /&gt;&lt;a href="javascript:ol%28" com=""&gt;http://fanzineitaliane.splinder.com/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="javascript:ol%28" it=""&gt;http://fanzineitaliane.blog.excite.it/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;(no use to say it's italian version only).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17103112-113690354416989857?l=punkcabaret.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://punkcabaret.blogspot.com/feeds/113690354416989857/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17103112&amp;postID=113690354416989857' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17103112/posts/default/113690354416989857'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17103112/posts/default/113690354416989857'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://punkcabaret.blogspot.com/2006/01/good-for-nothing-su-fanzineitalianeit.html' title='Good For Nothing su Fanzineitaliane.it'/><author><name>MaxRob</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06174664790212436813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://1.bp.blogspot.com/_1LtOzo3kLx0/S-79ylHa0-I/AAAAAAAAAAM/jxb4YS7F8O0/S220/angryface.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17103112.post-113672796719939698</id><published>2006-01-08T05:43:00.000-08:00</published><updated>2006-01-08T05:46:07.210-08:00</updated><title type='text'>bozza articolo - Bertold Brecht - numero 1</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;-ecco la bozza del mio articolo...niente di che, se avete commeti, aggiunte o correzioni commentate ;)-&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;Brechtian Punk Cabaret. Già. “Punk” perché fuori dal comune, strano, di certo originale. “Cabaret” perché non è semplice musica, ma teatro fatto di corpi, parole e maschere. Ma perché “Brechtian”? Cosa lega i nostri Dresden Dolls al poeta e drammaturgo tedesco Bertold Brecht? &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;Brecht nasce ad Augsburg (Baviera) nel 1898, e ben presto scopre la sua passione per la letteratura e per il teatro, inizialmente influenzato dall’arte espressionista che un po’ ovunque avevo messo le radici nella cultura tedesca. Tuttavia si fa subito portavoce di una tendenza antitetica all’espressionismo, teorizzando un tipo di spettacolo teatrale in cui lo scopo non è l’immedesimarsi nei protagonisti, ma l’estraniarsi dalla vicenda, per assumere un atteggiamento riflessivo e critico. Questo teatro, da Brecht chiamato “epico” per il suo carattere educativo, è influenzato fortemente dalle tesi Marxiste che Brecht abbraccia in giovane età, ed abbraccia temi come l’emarginazione sociale e la povertà, di certo ispirate dalle gravose condizioni che imperversavano nella Germania dei primi del ‘900.&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ma ciò che caratterizza lavori come “L’opera da tre soldi” (1928), “Madre coraggio” (1941) e “Vita di Galileo” (1943) è soprattutto l’atmosfera in cui sono immersi i personaggi e le vicende, più illustrate che raccontate, accompagnate da musiche (spesso composte dal famoso musicista Kurt Weill) e canti popolari. &lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ed è proprio questo universo estetico in cui i ladri sono rispettabili esempi di onestà morale e le autorità simbolo di corruzione a rendere interessante il teatro Brechtiano, attuale se non profetico negli anni ‘30 e sicuramente affascinante ai giorni nostri.&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;Nel 1933, quando sale al potere il nazismo, Brecht è costretto a lasciare la Germania per le sue idee politiche, stabilendosi in diversi paesi europei prima e negli Stati Uniti poi. Solo nel 1949 può tornare in Germania dove fonda a Berlino Est il teatro “Berline Ensemble”: qui potrà, fino al 1956 (anno della sua morte), portare avanti la sua ricerca teatrale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17103112-113672796719939698?l=punkcabaret.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://punkcabaret.blogspot.com/feeds/113672796719939698/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17103112&amp;postID=113672796719939698' title='11 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17103112/posts/default/113672796719939698'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17103112/posts/default/113672796719939698'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://punkcabaret.blogspot.com/2006/01/bozza-articolo-bertold-brecht-numero-1.html' title='bozza articolo - Bertold Brecht - numero 1'/><author><name>Enrico_Dip</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13600274072383690991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17103112.post-113474235616610929</id><published>2005-12-16T05:44:00.000-08:00</published><updated>2005-12-16T06:23:09.046-08:00</updated><title type='text'>Bliss Zine - We're Finding / Reading / Supporting It</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.blisszine.net/"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 400px;" src="http://www.blisszine.net/screenshot1.png" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 51, 204); font-weight: bold;font-family:arial;" &gt;English:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;div  style="text-align: center;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);font-size:85%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);font-size:85%;" &gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;We're gonna put a notice on Good For Nothing n°#1 about Bliss Zine which is a new american art fanzine  very close to our interests, and so they will do with ours.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;We read a post of &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);font-family:arial;font-size:85%;"  &gt;Rose White who's editor in chief on &lt;a href="http://www.livejournal.com/community/dresdendolls/"&gt;Dresden Dolls livejournal community&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);font-size:85%;" &gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; and then immediately get in touch.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);font-size:85%;" &gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;So we're gonna start a  sorta collaboration and support between two similar projects.&lt;br /&gt;As you know Good for Nothing we'll be soon ready in english version and distributed in Boston, so that would be a great help for us.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);font-family:arial;" &gt;check it out &lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: arial; color: rgb(255, 255, 255);" href="http://www.blisszine.net/"&gt;here&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 51, 204);font-family:arial;font-size:85%;"  &gt;Italiano:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);font-family:arial;font-size:85%;"  &gt;Ci siamo imbattuti sulla community dei &lt;a href="http://www.livejournal.com/community/dresdendolls/"&gt;Dresden Dolls di livejournal&lt;/a&gt; in post che segnalava l'uscita di una nuova fanzine americana, &lt;a href="http://www.blisszine.net/"&gt;Bliss&lt;/a&gt; e ci siamo messi subito in contatto con Rose White, fondatrice ed editrice del progetto. Ne è nata una collaborazione e un gemellaggio che porterà a segnalare la nostra fanzine sul prossimo numero di Bliss, favore che ricamberiemo su Good For Nothing. Come saprete la nostra fanzine sarà edita presto anche in Inglese e distribuita a Boston, per cui è sicuramente un ottimo trampolino di lancio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17103112-113474235616610929?l=punkcabaret.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://punkcabaret.blogspot.com/feeds/113474235616610929/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17103112&amp;postID=113474235616610929' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17103112/posts/default/113474235616610929'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17103112/posts/default/113474235616610929'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://punkcabaret.blogspot.com/2005/12/bliss-zine-were-finding-reading.html' title='Bliss Zine - We&apos;re Finding / Reading / Supporting It'/><author><name>MaxRob</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06174664790212436813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://1.bp.blogspot.com/_1LtOzo3kLx0/S-79ylHa0-I/AAAAAAAAAAM/jxb4YS7F8O0/S220/angryface.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17103112.post-113381703119509175</id><published>2005-12-05T12:57:00.000-08:00</published><updated>2005-12-16T07:29:12.550-08:00</updated><title type='text'>Dresden Dolls Fanzine N°0: Good For Nothing</title><content type='html'>&lt;div align="left"&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/5730/1510/1600/promo.0.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5730/1510/400/promo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 51, 204);"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;English:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;This is the home page for "Good for Nothing", a punk cabaret fanzine including Dresden Dolls actually printed and distributed in Italy. We're working to translate n°0 in english, already downloadable &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: arial; color: rgb(255, 255, 255);" href="http://digilander.libero.it/maxrob_id/punkcabaret.pdf"&gt;here&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt; in italian, in order to post it to the band in Boston and expand our range of acting outside our country. If you like this project and want to join or simply know some more about "Good for Nothing" just email us here:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;goodfornothing@hotmail.it&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="mailto:goodfornothing@hotmail.it"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div  style="text-align: center; font-weight: bold;font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 51, 204);font-family:arial;font-size:85%;"  &gt;Italian:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://digilander.libero.it/maxrob_id/punkcabaret.pdf"&gt;Scarica il Giornale in formato Acrobat&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: rgb(255, 255, 255);" align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:85%;"  &gt;Dopo circa due mesi di lavoro abbiamo terminato la realizzazione della fanzine italiana sul punk cabaret e immancabilmente anche sui Dresden Dolls che sarà distribuita in versione cartacea nelle seguenti città: Bologna, Milano, Bergamo, Torino, Genova, Pisa, Firenze, Roma, Messina, Palermo.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt;Questo spazio intende essere un laboratorio creativo entro al quale gli autori e i lettori contribuiranno alla realizzazione e alla diffusione dei prossimi numeri discutendo, proponendo e criticando il materiale che volta per volta accumuleremo.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt;Se hai letto la fanzine, ti è piaciuta e intendi partecipare, o ti ha fatto ampiamente schifo e vuoi offenderci saremo felici di ascoltarti all'indirizzo:&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;a href="mailto:goodfornothing@hotmail.it"&gt;goodfornothing@hotmail.it&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;a href="http://digilander.libero.it/maxrob_id/promo.pdf"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;scarica il volantino&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17103112-113381703119509175?l=punkcabaret.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://punkcabaret.blogspot.com/feeds/113381703119509175/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17103112&amp;postID=113381703119509175' title='5 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17103112/posts/default/113381703119509175'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17103112/posts/default/113381703119509175'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://punkcabaret.blogspot.com/2005/12/dresden-dolls-fanzine-n0-good-for.html' title='Dresden Dolls Fanzine N°0: Good For Nothing'/><author><name>MaxRob</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06174664790212436813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://1.bp.blogspot.com/_1LtOzo3kLx0/S-79ylHa0-I/AAAAAAAAAAM/jxb4YS7F8O0/S220/angryface.JPG'/></author><thr:total>5</thr:total></entry></feed>
